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	<description>Solo un altro blog Casa.it</description>
	<pubDate>Sun, 22 Apr 2012 09:48:32 +0000</pubDate>
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		<title>Il Blog di Immobiliare Macchione</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Jun 2009 11:03:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Blog.Casa.it</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

		<category><![CDATA[Blog Immobiliare]]></category>

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		<description><![CDATA[Immobiliare Macchione scrive e seleziona articoli utili per i propri clienti e per tutti coloro interessati a saperne di più sul mercato immobiliare. Seguici sul nostro Blog!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><img width="110" height="110" align="left" src="http://immobiliaremacchione.agenzie.casa.it/wp-content/uploads//43645/macchione-blog(2).jpg" alt="" />Immobiliare Macchione scrive e seleziona articoli utili per i propri clienti e per tutti coloro interessati a saperne di pi&ugrave; sul mercato immobiliare. Seguici sul nostro Blog!</p>
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		<title>Casa: si rianima il mercato grazie ai petrodollari</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Jun 2009 08:47:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Blog.Casa.it</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Repubblica &#8212; 10 settembre 1985 &#160; pagina 42 &#160; sezione: ECONOMIA 
di Giovanni Scipioni
ROMA - Silenziosi, discreti, con il sorriso sulle labbra, amano vestire con eleganza, nello stile firmato degli occidentali. Non ostentano ricchezza ma i soldi non mancano. E sono tanti. Gli &#34;sceicchi&#34; arabi che fino ad oggi hanno preferito investire la maggior parte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="font-family: Arial"><em><span style="font-size: small">Repubblica &mdash; 10 settembre 1985 &nbsp; pagina 42 &nbsp; sezione: ECONOMIA </span></em></span></h1>
<p><em>di Giovanni Scipioni</em></p>
<div class="testo">ROMA - Silenziosi, discreti, con il sorriso sulle labbra, amano vestire con eleganza, nello stile firmato degli occidentali. Non ostentano ricchezza ma i soldi non mancano. E sono tanti. Gli &quot;sceicchi&quot; arabi che fino ad oggi hanno preferito investire la maggior parte dei propri petrodollari in Inghilterra, scendono ora sul territorio italiano fortemente intenzionati a non lasciarsi fuggire gli affari pi&ugrave; appetibili. E lo fanno in misura massiccia, comprando alberghi lussuosissimi, sofisticate ville del settecento e le palazzine dislocate nei centri delle grandi citt&agrave;. Si tratta di un gettito di oltre mille miliardi di lire, che sembra rinvigorire nel nostro paese il mercato immobiliare, da tempo con evidenti segni di ristagno.</div>
<div class="testo">&nbsp;</div>
<div class="testo">La fiducia ad investire nel nostro paese da parte degli arabi, condivisa da un crescente numero di americani, tedeschi ed olandesi, ha rallegrato gli agenti immobiliari che vedono nell&#8217; iniziativa un momento determinante per la ripresa del mercato. &quot;Il boom degli investimenti arabi e americani in Italia - ha spiegato Giuseppe Macchione, presidente della Grandi Immobiliari Associate con sede a Perugia- &egrave; scoppiato nel corso del 1985 dopo alcuni timidi tentativi effettuati durante il 1984. Ma &egrave; soltanto in questi ultimi mesi che il fenomeno si &egrave; fatto pi&ugrave; evidente&quot;. E cos&igrave; dietro il nome di societ&agrave; italiane si acquistano immobili nelle grandi citt&agrave; (preferibilmente Venezia, Firenze, Roma, Milano), non disdegnando le localit&agrave; del turismo, la riviera ligure (Rapallo, Portofino), la Versilia, le Dolomiti e le coste prese d&#8217; assalto durante l&#8217; estate da italiani e stranieri come quella romagnola, pugliese e calabrese. In Italia, insomma, si possono fare affari. E, soprattutto negli immobili. Ne sono convinti i ricchissimi sceicchi arabi ma ci credono fermamente anche gli americani che da alcuni mesi comprano, senza sosta e con un&#8217; assiduit&agrave; sempre maggiore, in questo &quot;piccolo paese della lontana Europa&quot;. Si impossessano della piccola abitazione, in pieno centro, o scegliendo Assisi o Spoleto, dove poter andare in vacanza due mesi all&#8217; anno e assistere, evitando le difficolt&agrave; di trovare un posto in albergo, al festival dei Due Mondi.</div>
<div class="testo">&nbsp;</div>
<div class="testo">L&#8217; Italia dei poverelli, hanno scoperto gli americani, non esiste pi&ugrave;. Ma accanto ai turisti americani ecco arrivare, con 200-300 mila dollari in tasca, i figli degli emigranti che sono stati costretti ad abbandonare la propria terra d&#8217; origine. Non hanno fatto fortuna negli States ma qualche dollaro sono riusciti ad accumularlo lavorando nei negozi della Quinta strada. Ed hanno pensato bene di investirli nella regione dei genitori, ritrovando cos&igrave; il gusto di rimettere un piede stabile sul nostro territorio. Migliaia di case, ville e terreni sono stati acquistati in Toscana, in Umbria, in Puglia, nella Calabria e in Sicilia. Soltanto in Sila, sostengono gli agenti immobiliari, sono state vendute pi&ugrave; di 200 case di montagna. Un fenomeno in continua espansione anche grazie alla congiuntura a loro favorevole con la rivalutazione del dollaro e dei bassi prezzi delle costruzioni che, quest&#8217; anno, hanno toccato il minimo storico. &quot;S&igrave; &egrave; vero&quot; sostiene Nicol&ograve; Minetti, presidente della Fiap, la federazione degli agenti immobiliari professionali aderenti alla Confedilizia &quot;sono numerosi gli americani che investono nel nostro paese acquistando case e terreni&quot;.</div>
<div class="testo">&nbsp;</div>
<div class="testo">Improvvisamente, quindi, l&#8217; Italia &egrave; diventato il paese della stabilit&agrave; e della sicurezza economica? &quot;Il nostro asso nella manica in questa fruttuosa inversione di tendenza&quot; aggiunge Minetti &quot;&egrave; stata la legge-quadro sul turismo che ha permesso di pubblicizzare il prodotto Italia all&#8217; estero&quot;. Gli agenti, comunque, indicano unanimemente che il mercato degli immobili sta dando buoni segni di ripresa, stimolato essenzialmente dall&#8217; interesse degli stranieri. Comprano in maniera massiccia ma, preferibilmente, scelgono l&#8217; abitazione signorile o dislocata in zone centrali. Lo fanno nelle grandi citt&agrave;, ma anche in quelle di provincia. &quot;Nella nostra regione&quot; sostiene Armando Fonduti, presidente dell&#8217; associazione umbra aderente alla Confedilizia &quot;si acquista al centro e poi si ristruttura. Sono questi gli affari migliori, quelli che rendono di pi&ugrave;&quot;.</div>
<div class="testo">&nbsp;</div>
<div class="testo">&nbsp;<a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1985/09/10/casa-si-rianima-il-mercato-grazie-ai.html">http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1985/09/10/casa-si-rianima-il-mercato-grazie-ai.html</a></div>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Castelli in vendita per non far crollare la storia</title>
		<link>/2009/06/08/patrimoniososit/</link>
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		<pubDate>Mon, 08 Jun 2009 08:41:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Blog.Casa.it</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[di MAURIZIO TROCCOLI
Domenica 2 Luglio 2006 , IL Messaggero
&#160;
Da Assisi a Umbertide tanti da comprare. Sono ricchi di tradizioni, manca solo il fantasma. Dopo gli antichi conventi medioevali, tirati a lucido e confezionati in pronta consegna per la vendita. Dopo i borghi del tredicesimo e quattordicesimo secolo, trasformati in pacchetti o lotti disponibili agli acquisti. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span class="main11"><i>di MAURIZIO TROCCOLI</i></span><br />
<span class="main11">Domenica 2 Luglio 2006 , IL Messaggero</span><br />
&nbsp;</p>
<p><span class="main11">Da Assisi a Umbertide tanti da comprare. Sono ricchi di tradizioni, manca solo il fantasma. Dopo gli antichi conventi medioevali, tirati a lucido e confezionati in pronta consegna per la vendita. Dopo i borghi del tredicesimo e quattordicesimo secolo, trasformati in pacchetti o lotti disponibili agli acquisti. Dopo gli annunci pubblicitari delle torri medioevali, degli antichi mulini e delle gloriose residenze d&rsquo;epoca, l&rsquo;Umbria da comprare batte cassa con i castelli. Ovviamente rigorosamente vuoti di arazzi, vessilli e personaggi di corte, ma immediatamente disponibili a trasformarsi in albergo. Un tempo erano il sogno, il mistero, il potere, la fantasia e l&rsquo;occulto. Oggi sembrano scivolare a valle dalle imponenti colline e, al pari di altri immobili, si trovano affissi sulle bacheche della agenzie immobiliari, leste a trasformare la storia in affare. </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span class="main11">Basta fare un piccolo tour in rete, o percorrere le vie del centro storico tappezzate di bacheche e cartelloni espositivi, per accorgersi che ce ne sono di tutti i tipi: ad esempio l&rsquo;agenzia immobiliare Grassetti mette in vendita un castello del 1100 di 850 metri quadrati, tra le valli di Todi; oppure un castello medioevale, nel tuderte, di 2500 metri quadrati. Non bastasse ci si pu&ograve; spostare verso Orvieto e trasformare i sogni in realt&agrave;, acquistando un castello con torre di avvistamento, per un equivalente di 650.000 euro. </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span class="main11">Quindi l&rsquo;agenzia immobiliare Macchione che invece offre un castello, intorno alla cittadina di Gubbio, di 2000 metri quadri e un altro di 1200 metri quadrati, nel circondario di Assisi. L&rsquo;elenco continua con i castelli di Umbertide (ce n&rsquo;&egrave; uno che vale 3 milioni di euro, per 3000 metri quadrati) ed altri dai nomi riecheggianti, che fanno leva sul fascino della storia come quello di Barbarossa o quello tardo rinascimentale, in stile anglosassone. </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span class="main11">C&rsquo;&egrave; chi grida allo scandalo come gli ex residenti dei piccoli borghi che a questi cimeli legano il passato, la tradizione, la memoria e l&rsquo;identit&agrave;. Chi non bada al valore storico dei simboli della propria cultura, purch&eacute; si possa stimolare turismo ed affare. Ci sono poi gli amministratori che da una parte promuovono la conservazione e la tutela dei beni culturali e dall&rsquo;altra chiudono un occhio alle privatizzazioni dei facoltosi. Ci sono infine gli addetti ai lavori che vedono di buon occhio la possibilit&agrave; di trasformare le antiche residenze in raffinatissimi hotel, relais, e nobili residenze per l&rsquo;aristocrazia contemporanea.&nbsp; La dove mette i piedi il mercato, la storia e la cultura si predispongono alle contaminazioni. Cos&igrave; stranieri e locali, spesso ignari delle memorabili vicende scritte tra le pietre e i capitelli delle antiche fortezze, fanno la corsa agli acquisti di pezzi di storia che presto diventeranno comfort, benessere e business. </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span class="main11">Questo scenario pu&ograve; piacere o no. Tuttavia c&rsquo;&egrave; il modo per fare apparire tali privatizzazioni come convenienti e poco dolorose: &rdquo;Ci sono castelli e castelli &ndash; spiega Giuseppe Macchione, titolare dell&rsquo;omonima societ&agrave; immobiliare -, ovvero quelli privati dove prima ci vivevano una cinquantina di persone e oggi regna la desolazione, e quelli pubblici. Gli alti costi di manutenzione spingono i privati ad allontanarsi da queste residenze che facilmente scivolano verso il degrado. Quelli pubblici, in buona parte abbandonati, possono essere recuperati attraverso una politica di recupero e valorizzazione. Io li darei in comodato &ndash; aggiunge - per trent&rsquo;anni, ai privati che fossero interessati ad investire risorse, per trasformarli in strutture prestigiose. Come lo erano un tempo. Il mercato attuale &egrave; composto per l&rsquo;80% da acquirenti italiani, mentre il restante 20% &egrave; coperto dalla domanda straniera. Il valore d&rsquo;acquisto si aggira pressappoco intorno ai 1.000 euro a metro quadro&rdquo;. </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span class="main11">Insomma: gli arcani misteri, le epiche avventure tramandate da secoli, poi i simboli della memoria, il fragore della leggenda, l&rsquo;immagine lugubre dei riti e delle vicende di corte, lasciano il posto all&rsquo;uso turistico e spesso &ldquo;distratto&rdquo; dei rari scrigni del tempo. Rimane da chiedersi se questi cospicui bottini bastino a lasciare i &ldquo;fantasmi&rdquo; fuori la porta. </p>
<p></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span class="main11"><strong><a href="http://www.patrimoniosos.it/rsol.php?op=getarticle&amp;id=21230">http://www.patrimoniosos.it/rsol.php?op=getarticle&amp;id=21230</a></strong></span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Risparmio energetico, anche a casa</title>
		<link>/2009/05/27/risparmio-energetico/</link>
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		<pubDate>Wed, 27 May 2009 10:32:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Blog.Casa.it</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

		<category><![CDATA[caldaia biomassa]]></category>

		<category><![CDATA[caldaie biomassa]]></category>

		<category><![CDATA[decreto anti-crisi]]></category>

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		<category><![CDATA[Ministero Sviluppo Economico]]></category>

		<category><![CDATA[pannelli solari]]></category>

		<category><![CDATA[risparmio energetico]]></category>

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		<description><![CDATA[Nato per obbligare il monitoraggio delle richieste a fini fiscali, il cosiddetto "decreto anticrisi" può essere di aiuto a chi ha in previsione una ristrutturazione. Il testo del decreto-legge del 29 novembre 2008, n. 185 («Misure urgenti per il sostegno a famiglie, lavoro, occupazione e impresa e per ridisegnare in funzione anti-crisi il quadro strategico nazionale») è scaricabile dal sito del Ministero, e per chi non è pratico di questioni burocratiche può sempre rivolgersi all'agenzia immobiliare per chiedere un consiglio.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;<img width="516" height="285" align="middle" alt="RIsparmio Energetico" src="http://immobiliaremacchione.agenzie.casa.it/wp-content/uploads//43645/pannelli-solari.jpg" /></p>
<p>Ultimamente, e non a torto, si parla molto di &quot;<strong>risparmio energetico</strong>&quot;, e il mercato immobiliare non pu&ograve; restare fuori dalla discussione. <br />
Secondo l&#8217;attuale normativa, chi prevede dei lavori in casa che durino pi&ugrave; anni, pu&ograve; usufruire di <strong>detrazioni</strong> per il risparmio energetico. Si tratta di una decreto definito &quot;anticrisi&quot;, cui &egrave; possibile aderire compilando un modello online sul sito <a target="_blank" href="http://efficienzaenergetica.acs.enea.it/invio.htm">Efficienzaenergetica.acs.enea.it</a>, messo a disposizione dal <strong>Ministero dello Sviluppo Economico</strong>.</p>
<p>La richiesta riguarda diversi ambiti di intervento, come ad esempio: <strong>infissi e serramenti</strong>, <strong>caldaie</strong>,&nbsp; a condensa e a biomassa, installazione di <strong>pannelli solari</strong>, pompe di calore, coibentazione delle pareti e delle coperture.</p>
<p>Nato per obbligare il monitoraggio delle richieste a fini fiscali, il cosiddetto &quot;decreto anticrisi&quot; pu&ograve; essere di aiuto a chi ha in previsione una <strong>ristrutturazione</strong>. Il testo del decreto-legge del 29 novembre 2008, n. 185 (&laquo;Misure urgenti per il sostegno a famiglie, lavoro, occupazione e impresa e per ridisegnare in funzione anti-crisi il quadro strategico nazionale&raquo;) &egrave; scaricabile dal <a target="_blank" href="http://efficienzaenergetica.acs.enea.it/decreti.htm">sito del Ministero</a>, e per chi non &egrave; pratico di questioni burocratiche pu&ograve; sempre rivolgersi all&#8217;<strong>agenzia immobiliare</strong> per <strong>chiedere un consiglio</strong>.</p>
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